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Acido Ipocloroso e il Suo Impiego nei Cosmetici
Una panoramica completa, dall’origine chimica alle applicazioni sulla pelle, passando per la sicurezza, la sostenibilità e i più recenti studi scientifici
1. Introduzione: Perché l’Acido Ipocloroso è Importante nei Cosmetici
Quando si pensa ad acidi e composti chimici utilizzati in ambito cosmetico, spesso la mente corre ad agenti esfolianti come gli alfa-idrossiacidi (AHA) o i beta-idrossiacidi (BHA), oppure a conservanti di vario genere.
Negli ultimi anni, tuttavia, ha iniziato a farsi strada un ingrediente peculiare, ancora poco conosciuto dal grande pubblico ma ben noto a scienziati e professionisti del settore: l’acido ipocloroso (HOCl).
L’HOCl è un acido debole con spiccate proprietà antimicrobiche e anti-infiammatorie.
Per molto tempo è stato valorizzato principalmente in campo medico e ospedaliero, dove veniva (e viene tuttora) utilizzato per la disinfezione di superfici, ferite e strumenti chirurgici.
Ma perché ora l’industria cosmetica sta guardando con crescente interesse a questa molecola?
La risposta è duplice:
- Potente azione antimicrobica, in grado di contrastare batteri, virus e funghi sulla superficie cutanea, con un meccanismo d’azione rapido e sicuro.
- Delicatezza e sicurezza d’uso, che lo rendono adatto perfino alla pelle sensibile, compresa quella di neonati e bambini.
In un’epoca in cui l’interesse verso prodotti per la skincare efficaci ma rispettosi dell’ecosistema cutaneo è in forte crescita, l’HOCl si presenta come un ingrediente green, innovativo e multifunzionale.
Aiuta a gestire impurità, arrossamenti e inestetismi, senza alterare l’equilibrio fisiologico della pelle.
Scopo di questo articolo è offrire una visione completa e approfondita dell’acido ipocloroso e dei suoi utilizzi in cosmesi, partendo dalla chimica di base fino ad arrivare alle applicazioni pratiche e agli ultimi trend scientifici.
L’analisi comprende studi medici, ricerche regolatorie, testimonianze dal campo e buone pratiche di produzione e impiego.
Il tutto per far comprendere come e perché l’HOCl sia destinato a diventare un elemento sempre più importante nelle nostre routine di bellezza e cura della persona.
2. Cenni Storici sull’HOCl: Dalla Scoperta all’Uso in Ambito Medico e Cosmetico
La Scoperta nell’Ottocento
La scoperta dell'acido ipocloroso (HClO) risale al 1834, ad opera del chimico francese Antoine Jérôme Balard.
Balard stava studiando le reazioni chimiche legate al cloro gassoso e notò che, a contatto con acqua e con determinate sostanze, il cloro si trasformava in un acido debole, dotato di forti proprietà ossidanti.
Fu lui a dare il nome all'acido e ai suoi composti, gli ipocloriti.
Nonostante la sua relativa facilità di produzione, la creazione di una soluzione stabile di HClO si rivelò una sfida per gli scienziati.
Solo in tempi recenti, grazie all'avanzamento tecnologico, è stato possibile produrre e commercializzare soluzioni stabili di HClO per uso domestico e commerciale.
Un passo fondamentale nella storia dell'HClO è stato compiuto negli anni '70 dal Professor Vitold Bakhir, a capo di una delle più importanti scuole di elettrochimica al mondo.
Bakhir e i suoi collaboratori svilupparono un processo elettrochimico per la produzione stabile di HClO, aprendo la strada allo sfruttamento delle sue proprietà al di fuori del corpo umano.
All'inizio degli anni 2000, l'imprenditore italiano Sandro Quadrelli, ispirato dalle ricerche di Bakhir, brevettò una "cella" a quattro camere per la produzione di HClO tramite elettrolisi di una soluzione di acqua filtrata e sale puro.
Questo processo, completamente naturale e privo di sostanze artificiali o sintetiche, replica il meccanismo di difesa del nostro corpo che produce HClO.
La tecnologia di Quadrelli ha permesso di rendere l'HClO accessibile al grande pubblico, offrendo una gamma completa di soluzioni innovative per l'igiene e il benessere.
Prime Applicazioni Medicinali
Già nei primi anni del Novecento, l’HOCl veniva talvolta impiegato in soluzioni diluite per la disinfezione delle ferite.
Si trattava di un antenato degli odierni antisettici, non ancora pienamente compreso sul piano chimico, ma già considerato efficace nella riduzione dell’infezione batterica.
Tuttavia, la mancanza di metodologie per stabilizzare la molecola rendeva l’impiego di HOCl poco diffuso e limitato a specifici contesti.
Evoluzione Tecnologica e Uso Ospedaliero
Negli anni Settanta, grazie ai progressi nelle tecniche di elettrolisi, l’HOCl trovò nuove opportunità di utilizzo.
Furono sviluppati processi industriali per generare HOCl in situ, ovvero direttamente sul luogo in cui serve, riducendo i problemi di stoccaggio e trasporto di sostanze chimiche pericolose.
Negli ospedali, l’HOCl iniziò a essere apprezzato per la disinfezione delle superfici e la riduzione delle infezioni nosocomiali.
Studi dimostrarono che l’HOCl risultava efficace persino contro patogeni resistenti agli antibiotici, come l’MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina).
Uso in Cosmetica e Skincare
È solo negli ultimi 10-15 anni che la ricerca cosmetica ha iniziato a interessarsi all’HOCl in modo sistematico.
Diversi fattori hanno contribuito a questo interesse:
- Incremento della sensibilità del pubblico verso ingredienti naturali e sicuri.
- Crescente attenzione all’effetto del microbioma cutaneo e alla necessità di prodotti che lo rispettino.
- Esigenza di prodotti multifunzionali in grado di agire sia da detergenti che da lenitivi.
Oggi, formulazioni a base di HOCl compaiono sempre più spesso in linee di skincare pensate per pelli sensibili, per la cura dell’acne o di dermatosi croniche, e per la detersione delicata di aree sensibili (come quella perioculare o del cambio pannolino nei neonati).
In alcuni Paesi, l’HOCl viene commercializzato come “water spray” da nebulizzare sul viso per lenire rossori e irritazioni, e per prevenire la proliferazione microbica responsabile di imperfezioni cutanee, esattamente quello che fa Hevolurose Spray per la presenza di HClO ma anche di Pantenolo, Ergotioneina e Trealosio, sostanze idratanti e lenitive disarrossanti.
3. Proprietà Chimiche dell’HOCl: Struttura, pH e Stabilità
Struttura Molecolare
Dal punto di vista molecolare, l’HOCl è composto da un atomo di cloro (Cl), un atomo di ossigeno (O) e un atomo di idrogeno (H).
Si tratta di un acido ossigenato del cloro, classificato come acido debole.
La molecola risulta neutra e, a pH adeguati, l’HOCl è la forma predominante rispetto all’ipoclorito (OCl^-).
Equilibrio con l’Ipoclorito
Come riportato in diverse fonti, la dissociazione dell’HOCl dipende fortemente dal pH:
- pH < 3: domina il cloro gassoso (Cl_2)
- pH 3 - 7,5: prevale l’acido ipocloroso (HOCl)
- pH > 7,5: prevale lo ione ipoclorito (OCl^-)
È fondamentale comprendere questa dinamica di equilibrio, perché l’efficacia antimicrobica dell’HOCl è massima quando la molecola è nella forma non dissociata (HOCl).
A pH neutro o leggermente acido, si ottiene il miglior potere disinfettante con minima irritazione, esattamente come l'Hevolrose Spray che ha pH 7.
Stabilità e Degradazione
Uno dei principali limiti dell’HOCl è la sua instabilità in presenza di calore, luce diretta e pH estremi.
In condizioni avverse, l’HOCl tende a degradarsi rapidamente in sostanze meno efficaci (come il cloruro o l’ipoclorito) o in sottoprodotti indesiderati.
Per questo motivo, le formulazioni commerciali di HOCl devono adottare metodi di stabilizzazione (p. es., tenere il prodotto in contenitori opachi, mantenere pH controllato, contenitori in plastica ad alta densità, proprio come il packaging di Hevolurose Spray).
Potere Ossidante e ORP
Il potenziale di ossido-riduzione (ORP) dell’HOCl è molto alto, rendendolo uno dei più efficaci ossidanti disponibili in ambito disinfettante.
Questo alto ORP permette alla molecola HClO di ossidare i componenti cellulari dei microrganismi (come membrane, proteine e acidi nucleici), conducendo velocemente alla loro inattivazione e morte.
Il fatto che l’HOCl sia un acido debole, e non un composto fortemente aggressivo come alcuni alogeni, fa sì che l’azione ossidante si concentri sui patogeni senza risultare troppo irritante sulla cute.
4. Meccanismo d’Azione Antimicrobica: come l’HOCl Combatte Batteri, Virus e Funghi
Penetrazione nella Membrana Cellulare
I batteri, in particolare, possiedono membrane cariche negativamente, mentre l’HOCl, essendo una molecola pressoché neutra, non viene respinto dalle barriere di carica elettrostatica.
Riesce dunque a penetrare nella membrana cellulare con maggiore facilità rispetto agli ioni ipoclorito (OCl^-), che sono invece carichi negativamente.
Ossidazione di Componenti Essenziali
Una volta all’interno, l’HOCl esplica la propria azione antimicrobica attraverso reattività ossidativa, e più precisamente:
- Danneggiamento di proteine: l’HOCl può ossidare residui di amminoacidi (come la cisteina), causando denaturazione e perdita di funzione degli enzimi batterici.
- Inattivazione di enzimi: l’HOCl inibisce l’ossidazione del glucosio, fonte primaria di energia per molti batteri. Questo si traduce in una rapida carenza di ATP e conseguente morte cellulare.
- Deplezione dei nucleotidi di adenina: l’HOCl interferisce con la sintesi dell’ATP e riduce i livelli di nucleotidi di adenina, bloccando i processi vitali della cellula.
- Danno a DNA e RNA: la molecola può alterare le basi azotate, rallentando o inibendo la replicazione e la trascrizione del materiale genetico.
Attività Virucida e Funghicida
Non solo batteri: l’HOCl agisce su una varietà di virus (sia con involucro che privi di involucro) e su numerosi funghi, tra cui Candida albicans.
Distruggendo la struttura proteica e lipidica dei virus e le membrane dei funghi, l’HOCl ne riduce significativamente la carica vitale.
Contrasto ai Biofilm
Un altro aspetto rilevante, specialmente in campo medico e industriale, è la capacità dell’HOCl di distruggere i biofilm, ovvero quelle comunità di microrganismi che aderiscono a superfici e sono protette da una matrice extracellulare.
Spesso i biofilm risultano difficili da eradicare con i disinfettanti tradizionali, mentre l’HOCl si è dimostrato efficace nell’eroderne la matrice protettiva.
5. Produzione Industriale e Tecniche di Stabilizzazione: Il Ruolo dell’Elettrolisi
Elettrolisi di Soluzioni Saline
Il metodo più comune per produrre HOCl su scala industriale o semi-industriale è l’elettrolisi di una soluzione di cloruro di sodio (NaCl).
Il processo si svolge in una cella elettrochimica:
- Un anodo ossida gli ioni Cl^- a cloro gassoso.
- Un catodo riduce l’acqua a ione idrossido (OH^-) e idrogeno.
- Il cloro gassoso reagisce con l’acqua formando HCl e HOCl.
Se la cella è progettata in modo da mantenere separate le soluzioni anodiche e catodiche, si può ottenere un prodotto finale ricco di HOCl, con pH pressoché neutro.
Questo processo è considerato ecologico, poiché utilizza solo acqua, sale ed energia elettrica, producendo come sottoprodotti acqua e sale in minime concentrazioni.
Stabilizzazione e pH Neutro
Uno dei punti chiave nella produzione di HOCl è la stabilizzazione nel tempo.
Molte aziende hanno brevettato celle elettrochimiche e “cicli di condizionamento del pH” per garantire che l’HOCl mantenga la propria efficacia.
Formulazioni stabili di HOCl, a pH neutro 7, hanno una durata di conservazione che può arrivare a diversi mesi, se conservate correttamente (al riparo dalla luce solare diretta e dal calore eccessivo).
Altri Metodi di Sintesi
Pur essendo l’elettrolisi il metodo principale, esistono anche processi secondari in cui l’HOCl si genera trattando ipocloriti (p. es., ipoclorito di sodio) con acidi deboli.
Questo approccio, però, rischia di liberare cloro gassoso e di non garantire la purezza desiderata, risultando meno sicuro e più instabile.
Produzione “In Situ” vs. Produzione Industriale
Da un lato, la produzione “in situ”, ossia la generazione di HOCl direttamente nel luogo di impiego (p. es. ospedali, ristoranti, aziende agricole), evita problemi di trasporto e stoccaggio di sostanze chimiche.
Dall’altro, la produzione industriale standardizzata fornisce prodotti stabili, pronti all’uso, con concentrazioni e pH ottimali.
In cosmetica, è frequente l’utilizzo di soluzioni di HOCl industrialmente stabilizzate, confezionate in flaconi o spray, per garantire costanza di qualità e sicurezza.
6. Attività Anti-Infiammazione e Anti-Biofilm: Dai Neutrofili alla Pelle
Ruolo nel Sistema Immunitario Innato
All’interno del corpo umano, l’HOCl è prodotto principalmente dai neutrofili, globuli bianchi specializzati nella risposta immunitaria innata.
Quando i neutrofili individuano patogeni (batteri, virus, funghi), attivano un processo chiamato “esplosione ossidativa”, in cui l’enzima mieloperossidasi (MPO) converte il perossido di idrogeno (H_2O_2) e gli ioni cloruro (Cl^-) in HOCl.
Quest’ultimo agisce poi come arma letale contro i microrganismi.
Proprietà Anti-Infiammatorie
Sebbene l’HOCl sia un ossidante, una volta utilizzato in concentrazioni adeguate riesce a svolgere un ruolo anti-infiammatorio in alcune situazioni cutanee:
- riduce i mediatori dell’infiammazione (come citochine e chemochine).
- allevia il prurito associato a dermatiti e psoriasi.
- favorisce la riduzione di arrossamenti e gonfiori locali.
Spesso, nella cura topica delle ferite, si osserva che l’HOCl non solo disinfetta, ma modera la reazione infiammatoria, consentendo ai tessuti di guarire più velocemente.
Azione Anti-Biofilm
Come accennato sopra, i biofilm rappresentano un problema complesso in molte patologie e in ambienti come ospedali o impianti idrici.
L’HOCl è in grado di distruggere la matrice polisaccaridica che avvolge i batteri nel biofilm, esponendoli all’azione antimicrobica diretta.
In campo cutaneo, la capacità di contrastare i biofilm risulta utile, ad esempio, nella prevenzione delle infezioni sulle ferite croniche e nella gestione dell’acne (dove Cuticobacterium acnes può formare micro-biofilm nei follicoli piliferi).
Benefici sulla Pelle
La sinergia tra azione antimicrobica e anti-infiammatoria rende l’HOCl particolarmente interessante in prodotti lenitivi e protettivi per pelli sensibili, irritate o affette da patologie.
Ricerche dimostrano che anche a basse concentrazioni (p. es. 0,01%), l’HOCl ha un marcato effetto positivo sulla riduzione della carica batterica e sul miglioramento della funzione barriera della cute.
7. HOCl in Cosmetica: Detergenti, Tonici, Sieri, Creme e Altri Prodotti
Vantaggi dell’HOCl in Cosmesi
Nel panorama cosmetico, l’HOCl si sta facendo largo come ingrediente multifunzionale:
-
pulizia profonda: agisce da detergente in grado di rimuovere impurità, residui di makeup e micro-organismi.
-
azione anti-batterica: previene e contrasta le imperfezioni, riducendo la proliferazione di microrganismi sulle superfici cutanee.
-
proprietà lenitive: può alleviare irritazioni, pruriti e arrossamenti.
-
elevata tollerabilità: è adatto anche a pelli sensibili e reattive, compresa la pelle dei bambini.
Forme e Formulazioni in Cosmesi
- Detergenti delicati viso e corpo: l’HOCl viene inserito per offrire un’azione igienizzante e “purificante” senza ricorrere a tensioattivi aggressivi.
- Tonici: in questa forma, l’HOCl aiuta a ripristinare il pH cutaneo e agisce come antisettico leggero, particolarmente utile per pelli inclini a acne o arrossamenti.
- Sieri: spesso arricchiti con ingredienti calmanti (come aloe, acido ialuronico, estratti botanici), i sieri contenenti HOCl svolgono un’azione lenitiva, riducendo la comparsa di impurità.
- Creme e lozioni: inserito in creme a bassa concentrazione, l’HOCl offre un sostegno per la barriera cutanea e protegge da batteri e altri agenti esterni.
- Spray rinfrescanti: utili soprattutto durante l’estate o dopo l’attività sportiva, per lenire e disinfettare la cute senza irritarla, esattamente come già provato per Hevolurose Spray.
Prodotti Specifici e Segmenti di Mercato
- Linee per l’acne: l’HOCl è un alleato contro C. acnes. Molti brand hanno iniziato a lanciare prodotti (lavaggi, maschere, spot treatment) con HOCl come ingrediente principale.
- Linee baby: per il cambio pannolino e la detersione delicata, l’HOCl offre protezione dagli arrossamenti e dalle infezioni batteriche (p. es. da E. coli).
- Linee post-trattamento: chi si sottopone a peeling chimico, laser o altre procedure dermatologiche trova nell’HOCl un valido supporto per accelerare la ripresa e minimizzare i rischi di infezione.
- Prodotti after-shave e dopobarba: l’HOCl può lenire la pelle irritata dalla rasatura e ridurre la comparsa di piccoli brufoletti.
Sinergie con Altri Ingredienti
Formulatori cosmetici spesso associano l’HOCl ad altri attivi, come:
- Acido ialuronico: per un effetto idratante intenso.
- Niacinamide: per aiutare a rafforzare la barriera cutanea e controllare l’eccesso di sebo.
- Estratti botanici (camomilla, calendula): potenziano l’effetto lenitivo e antiossidante.
- Pre- e probiotici: sostengono il microbioma cutaneo, completando l’azione purificante dell’HOCl.
- Hevolurose Spray è diverso dai soliti prodotti del mercato anche in questo: associa l'HClO con Pantenolo, Ergotioneina e Trealosio.
La sfida per i brand è mantenere stabile l’HOCl, scegliendo correttamente pH, conservanti e packaging per assicurare efficacia nel tempo.
8. Acne, Dermatiti e Altre Patologie Cutanee: l'Acido Ipocloroso come Soluzione Innovativa
Acne e Microbioma Cutaneo
L’acne rappresenta una delle problematiche cutanee più diffuse.
Oltre alle alterazioni ormonali e all’ipersecrezione sebacea, un ruolo fondamentale è giocato dalla proliferazione di C. acnes all’interno dei follicoli piliferi.
L’HOCl contrasta efficacemente questi batteri, senza gli effetti collaterali tipici di altri antisettici (ad esempio, l’alcol che secca la pelle o il perossido di benzoile che può risultare irritante, oltre che ad altri problemi come quello risultato ultimamente in America, cioè essere contaminati da benzene, cancerogeno).
- Riduzione del sebo: sebbene l’HOCl non agisca direttamente come sebo-regolatore, la diminuzione della carica batterica e dell’infiammazione può indirettamente migliorare la condizione di acne.
- Prevenzione dei comedoni: mantenendo i pori liberi da batteri e cellule morte, l’HOCl aiuta a ridurre la formazione di punti neri e brufoli.
Ti invito a leggere questo articolo, insieme agli altri sull'HClO, che ho scritto su questo blog Hevoluta: "Acido ipocloroso: il segreto naturale contro acne e infiammazione".
Dermatite Atopica, Eczemi e Psoriasi
Nelle dermatiti atopiche e negli eczemi, la pelle presenta una barriera cutanea danneggiata, soggetta a colonizzazione microbica (spesso Staphylococcus aureus) e a infiammazioni croniche.
L’HOCl:
- limita la crescita batterica sulle lesioni, riducendo i sintomi infiammatori.
- allevia il prurito e l’irritazione grazie alle proprietà anti-infiammatorie.
- favorisce la guarigione della barriera cutanea.
Anche nella psoriasi, caratterizzata da proliferazione incontrollata dei cheratinociti e infiammazione, l’HOCl può fornire un supporto nel ridurre il rischio di infezioni secondarie e alleviare parte dell’infiammazione locale.
Ustioni e Ferite Chirurgiche
Le ustioni e le ferite chirurgiche necessitano di un approccio che combini sterilità e riduzione dell’infiammazione.
L’HOCl, già impiegato in ambito ospedaliero, può trovare spazio anche nell’automedicazione domiciliare, soprattutto in convalescenza post-operatoria o in caso di piccole ustioni domestiche:
- Disinfezione: elimina batteri e riduce il rischio di infezioni.
- Guarigione: non irrita i tessuti e non necrotizza i margini della ferita, favorendo la rigenerazione.
- Facilità d’uso: spesso in forma di spray, gel o soluzioni pronte all’uso.
Blefarite e Igiene Oculare
La blefarite, infiammazione delle palpebre spesso associata alla proliferazione di batteri (p. es. Staphylococcus aureus), può trarre beneficio dai prodotti a base di HOCl.
Alcuni studi clinici hanno dimostrato una significativa riduzione della carica batterica sulla pelle perioculare dopo l’applicazione di soluzioni igieniche allo 0,01% di HOCl.
Questa azione è particolarmente interessante per persone soggette a irritazioni oculari e congiuntiviti ricorrenti.
Posso confermare in maniera assoluta e tangibile questa azione: molte persone ormai utilizzano Hevolurose Spray proprio per problemi di orzaiolo o occhio secco.
Igiene Intima e Pediatrica
Non bisogna dimenticare che l’HOCl viene raccomandato anche per neonati e in ambito ginecologico, grazie alla sua sicurezza e alla capacità di rispettare le mucose.
Si trovano in commercio salviettine igieniche, spray e gel specificamente formulati per l’igiene intima o il cambio pannolino, che evitano l’uso di alcol e parabeni potenzialmente irritanti.
9. Microbioma Cutaneo e HOCl: Equilibrio, Prevenzione dell’Irritazione e Nuovi Studi
Il Concetto di Microbioma Cutaneo
La pelle non è sterile: ospita un complesso microbioma fatto di batteri “buoni” e potenzialmente patogeni, in equilibrio dinamico.
Un microbioma in salute è essenziale per una pelle forte e capace di difendersi dagli agenti esterni.
Impatto dei Disinfettanti Tradizionali
Molti disinfettanti e detergenti chimici risultano troppo aggressivi, eliminando indistintamente tutti i microrganismi e alterando l’equilibrio cutaneo.
Ciò può aprire la strada a infezioni opportunistiche o a irritazioni croniche.
HOCl e Microbioma: un Equilibrio Delicato
A basse concentrazioni e in formulazioni stabili, l’HOCl si è dimostrato selettivo: riduce la carica batterica patogena (p. es. S. aureus, C. acnes) senza alterare in modo eccessivo la biodiversità dei batteri commensali.
Questo aspetto è cruciale per la salute a lungo termine della pelle.
Nuovi Studi e Prospettive
Ricerche recenti stanno esplorando come l’HOCl possa cooperare con prebiotici e probiotici cutanei per rimodulare il microbioma in caso di acne, dermatiti o rosacea.
L’idea è che una “terapia combinata” di HOCl e attivi pro-microbioma possa:
- ridurre velocemente i patogeni,
- supportare la crescita dei batteri “amici” e
- stabilizzare a lungo termine la barriera cutanea.
La definizione di cosa costituisca un “microbioma sano” è ancora oggetto di studio, ma la tendenza va verso formulazioni sempre più personalizzate.
10. Sicurezza e Tollerabilità: Cosa Dicono le Agenzie Regolatorie e le Ricerche Scientifiche
Valutazioni delle Principali Agenzie
- FDA (Food and Drug Administration, USA): l’HOCl è approvato per varie applicazioni, inclusa la disinfezione di superfici a contatto con alimenti e l’uso in prodotti per la cura delle ferite.
- EPA (Environmental Protection Agency, USA): classifica l’HOCl come non pericoloso a basse concentrazioni (fino a 200 ppm, ossia 0,02%, nelle applicazioni alimentari).
- ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche): ha incluso l’acido ipocloroso tra le sostanze biocide autorizzate, riconoscendone l’efficacia e la sicurezza in varie categorie.
Dati di Irritazione e Citotossicità
Studi clinici evidenziano che l’HOCl, a concentrazioni tipiche (tra 0,01 e 0,02%), presenta basso rischio di irritazione sulla pelle e sugli occhi.
Risulta ben tolletrato perfino da pelli sensibili o lesionate.
In un test condotto su soggetti affetti da blefarite, una singola applicazione allo 0,01% ha ridotto la carica batterica degli stafilococchi del 99,6%, senza alterare la diversità delle specie residenti.
Nell'Hevolurose Spray la concentrazione di acido ipocloroso è di 0,018% (180 ppm), pH 7, testato dermatologicamente su pelli sensibili e Nichel-tested (i certificati di analisi sono disponibili a chi me li richiederà).
Precauzioni d’Uso
Sebbene non tossico, l’HOCl può risultare corrosivo se utilizzato ad alte concentrazioni o se il pH non è stabilizzato.
È importante:
- Seguire le indicazioni del produttore.
- Conservare il prodotto al riparo dalla luce solare diretta e dal calore.
- Evitare il contatto con gli occhi di formulazioni a concentrazioni più alte (se non specificamente testate per uso oftalmico).
- Non ingerire.
Effetti Avversi Rari
Reazioni avverse, come arrossamenti o bruciori, sono rare e di solito legate a ipersensibilità individuale o a concentrazioni eccessive di HOCl.
In caso di fastidi persistenti, è sempre consigliabile interrompere l’uso e consultare un medico.
11. Sostenibilità e Impatto Ambientale: Perché l’HOCl è Green
Sostanza Naturale e Biodegradabile
Uno dei punti di forza dell’HOCl è la sua origine “naturale”: viene prodotto biologicamente dai neutrofili nel corpo umano e, artificialmente, attraverso l’acqua e il sale.
Al termine della sua azione disinfettante, l’HOCl si decompone in acqua, cloruro di sodio (NaCl) e tracce di ossigeno, lasciando pertanto nessuna traccia o residui tossici permanenti nell’ambiente.
Riduzione dell’Impronta Chimica
A differenza di disinfettanti come formaldeide, fenoli, composti quaternari di ammonio o ipoclorito di sodio altamente concentrato, l’HOCl non rilascia nell’ambiente sostanze persistenti e potenzialmente dannose per la fauna e la flora.
L’assenza di composti organici volatili (VOC) e di sottoprodotti clorurati persistenti lo rende una scelta green.
Risparmio Energetico
La produzione “in situ” mediante elettrolisi dell’acqua salata comporta un consumo di energia relativamente basso, specie se la si confronta con la complessa filiera industriale di molti altri disinfettanti.
Inoltre, generare l’HOCl localmente riduce le emissioni legate al trasporto e allo stoccaggio di sostanze chimiche.
Applicazioni di Economia Circolare
Alcune aziende promuovono sistemi di ricarica e generatori di HOCl per ristoranti, hotel e aziende agricole, incentivando la riduzione dell’uso di plastica monouso per imballaggi e migliorando la sostenibilità complessiva della catena produttiva.
12. Applicazioni Pratiche: esempi d’Uso Quotidiano in Cosmesi e Oltre
Nella Routine di Skincare Domestica
- Detersione mattutina: utilizzare un detergente delicato con HOCl per rimuovere eventuali batteri accumulati durante la notte, prevenendo i rossori e la formazione di comedoni.
- Tonico serale: uno spray o un tonico all’HOCl può ristabilire il pH cutaneo e lenire eventuali irritazioni dopo una giornata esposti a inquinamento e stress ambientale.
- Spot treatment: applicare una crema o un gel a base di HOCl su singoli brufoli per ridurre l’infiammazione e accelerare la guarigione.
Cura dei Bambini
- Igiene del cambio pannolino: spruzzare una soluzione di HOCl o passare una salviettina umidificata prima di applicare la pasta protettiva. L’HOCl riduce la proliferazione batterica e la comparsa di arrossamenti.
- Detersione delle manine: in alternativa ai gel alcolici, una soluzione di HOCl a bassa concentrazione (es. 0,01-0,02%) può pulire e disinfettare delicatamente le mani dei bambini.
Post-Depilazione e After-Shave
- Lenitivo: L’HOCl applicato dopo la rasatura aiuta a calmare la pelle e a prevenire i micro-tagli infetti.
- Deodorante naturale: Alcune persone riferiscono che l’HOCl nebulizzato sotto le ascelle funzioni come deodorante, riducendo i batteri responsabili dei cattivi odori.
- Post tatuaggi e post piercing.
- Previene le piaghe da decubito di adulti allettati o con incontinenza prolungata.
Nel Trattamento dell’Acne
- Pulizia profonda: lavare il viso con un detergente all’HOCl due volte al giorno mantiene sotto controllo la proliferazione di C. acnes.
- Maschere settimanali: esistono maschere in tessuto o in crema con HOCl, arricchite di altri ingredienti purificanti, da fare 1-2 volte a settimana. A questo proposito, puopi imbibire di Hevolurose Spray una maschera neutra di tessuto e tenerla sulla pelle di viso o altra zona irritata per lenire e disarrossare la cute.
- Combinazione con retinoidi o acido salicilico: molti dermatologi consigliano un approccio combinato, in cui l’HOCl funge da supporto antimicrobico e antinfiammatorio, riducendo l’irritazione tipica di retinoidi o dell'acido salicilico (BHA) o altri idrossiacidi più esfolianti (AHA).
Uso in Ambito Domestico Extra-Cosmetico
- Pulizia di spazzole e pettini: una rapida spruzzata di HOCl su spazzole per capelli o pettini limita l’accumulo di germi. Personalmente lo uso sullo spazzolino dei denti e per il nettalingua.
- Igiene di asciugamani e lenzuola: nebulizzare HOCl su tessuti che vengono a contatto con la pelle (specie nel caso di persone con acne o dermatiti) può ridurre il rischio di contaminazioni.
- Disinfezione di mascherine riutilizzabili: soprattutto in periodi e in luoghi in cui l’uso di mascherine è frequente, l’HOCl aiuta a mantenere l’igiene senza rovinare il tessuto.
13. Prospettive Future e Ricerca in Corso: dalla Legionella all’Acne Adulta
Legionella e Sistemi Idrici
In ambito ospedaliero, l’HOCl ha già mostrato una forte efficacia nell’eradicare la contaminazione da Legionella nei sistemi idrici.
Uno studio condotto in Germania ha evidenziato come la disinfezione basata su HOCl abbia portato a una riduzione significativa della Legionella pneumophila, eliminandola del tutto in poche settimane.
Sebbene non strettamente legato alla cosmesi, questi risultati dimostrano la versatilità e l’affidabilità dell’HOCl nel controllo di agenti patogeni resistenti.
Focus sull’Acne Adulta
L’acne adulta (dopo i 25 anni) è un settore emergente nella ricerca cosmetologica.
Spesso associata a stress, fluttuazioni ormonali e alterazioni del microbioma cutaneo, l’acne in età adulta può essere gestita con prodotti a base di HOCl:
- riduzione della componente batterica (C. acnes),
- azione antinfiammatoria su papule e pustole,
- supporto alla riparazione cutanea e prevenzione di macchie post-infiammatorie.
Studi su Prebiotici e Probiotici
Nuove direzioni di ricerca puntano a prodotti ibridi che combinino l’HOCl con pre- e pro-biotici.
L’obiettivo è ribilanciare il microbioma cutaneo, colpendo selettivamente i ceppi patogeni di C. acnes (come il ceppo IA1) e favorendo ceppi “amici” (ad esempio il ceppo II).
Si mira così a prevenire l’insorgenza dell’acne e a stabilizzare la condizione cutanea sul lungo periodo.
Nuove Formulazioni: Gel, Cerotti e Device
Nell’industria cosmetica, si stanno sviluppando formulazioni innovative che sfruttano la stabilità dell’HOCl:
- Cerotti o patch: da applicare localmente su brufoli o piccole lesioni, rilasciando HOCl gradualmente.
- Dispositivi aerosol: per trattamenti su ampie superfici del corpo, p. es. in caso di ustioni estese o dermatiti croniche.
- Formulazioni in polvere che, miscelate con acqua, generano HOCl fresco al momento dell’utilizzo.
Possibili Limiti e Sfide
Le principali sfide sono:
- Stabilizzazione a lungo termine in formulazioni cosmetiche complesse.
- Educazione del consumatore: l’HOCl è spesso confuso con la candeggina (ipoclorito di sodio), sebbene siano chimicamente e funzionalmente molto diversi.
- Identificazione delle concentrazioni ottimali: trovare il giusto bilanciamento tra efficacia e delicatezza.
Tuttavia, vista la continua crescita di studi e la facilità di produzione “green”, si prevede un incremento della diffusione dell’HOCl nel prossimo futuro.
14. Conclusioni: perché l’HOCl è (e sarà) un Ingrediente Chiave nei Cosmetici
L’acido ipocloroso (HOCl) racchiude in sé le caratteristiche di un ingrediente moderno, efficace e sostenibile, rispondendo perfettamente alle esigenze attuali del mercato cosmetico e della cura della persona.
Dalle sue origini storiche e dal suo uso consolidato in ambito medico e disinfettante, è emerso come un alleato prezioso per trattare e prevenire problemi cutanei di varia natura: acne, dermatiti, lesioni, irritazioni e molto altro.
Le ragioni principali che rendono l’HOCl un ingrediente di spicco sono:
- Potente azione antimicrobica: combatte batteri, virus e funghi, riducendo la colonizzazione patogena senza danneggiare in modo irreversibile il microbioma.
- Proprietà anti-infiammatorie e lenitive: perfetto per pelli sensibili, lesionate o soggette a infiammazioni croniche, come la dermatite atopica.
- Elevata tollerabilità: studi clinici confermano la bassa irritazione e la sicurezza d’uso, anche su bambini e neonati.
- Origine “naturale” e biodegradabilità: l’HOCl è parte del sistema immunitario umano e si decompone in sostanze innocue, riducendo l’impatto ambientale rispetto ai disinfettanti convenzionali.
- Flessibilità formulativa: detergenti, sieri, creme, spray, gel, l’HOCl può essere adattato a molteplici soluzioni cosmetiche e dermatologiche.
Dal controllo dell’acne fino al supporto nella cura delle ferite, l’HOCl sta dimostrando di essere un vero e proprio “game changer”.
Benché la ricerca sia ancora in evoluzione, la direzione è chiara: le applicazioni si moltiplicano, e l’interesse di aziende e consumatori cresce.
Nel lungo termine, non è difficile immaginare che l’HOCl diventi un ingrediente irrinunciabile in molte linee cosmetiche, soprattutto in quei segmenti orientati alla pelle sensibile, alla prevenzione e alla skincare funzionale.
Chi desidera prendersi cura della propria pelle in modo efficace e responsabile, senza gravare sull’ambiente, troverà nell’acido ipocloroso un perfetto compromesso tra innovazione, sicurezza e sostenibilità.
La scienza continua a fare progressi, fornendo soluzioni ancora più raffinate e integrate con altre scoperte (come probiotici e nuovi attivi lenitivi).
Si apre quindi un futuro in cui l’HOCl sarà sempre più protagonista di routine cosmetiche e dermatologiche, offrendo risposte concrete a problemi cutanei complessi e contribuendo a una visione di bellezza e salute più consapevole e green.
A cura di
Dott.ssa Bonaldo Moira
Biologa e Cosmetologa
Founder di Hevoluta