Contatto pelle a pelle nei neonati prematuri: nuove evidenze scientifiche per un miglior sviluppo neurologico

4 marzo 2025

Scritto da: Moira Bonaldo

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INDICE DEI CONTENUTI

  1. Introduzione Generale
  2. Panoramica sul Contatto Pelle a Pelle
    2.1 Definizione di Contatto Pelle a Pelle
    2.2 Benefici Fondamentali del Contatto Pelle a Pelle
    2.3 Storia e Diffusione della Pratica
  3. Approfondimento sui Neonati Prematuri
    3.1 Definizione di Prematurità
    3.2 Challenge Cliniche e Gestionali dei Neonati Prematuri
    3.3 L’importanza del Contatto Pelle a Pelle Specifica per i Neonati Molto Prematuri
  4. Il Nuovo Studio di Lazarus MF et al. (2024) Pubblicato su J Pediatr
    4.1 Contesto e Obiettivi dello Studio
    4.2 Metodologia e Campione Coinvolto
    4.3 Risultati Principali: Impatto di 20 Minuti Extra di Pelle a Pelle
    4.4 Considerazioni sui Risultati e Sviluppi Futuri
  5. I Principali Benefici Riscontrati nelle Fonti Recenti
    5.1 Regolazione di Frequenza Cardiaca, Respirazione e Temperatura
    5.2 Ruolo nel Bonding e Nel Rilascio di Ossitocina
    5.3 Effetti Positivi sul Microbioma Cutaneo
    5.4 Miglioramento dello Sviluppo Neurologico
    5.5 Facilitazione dell’Allattamento al Seno
  6. Opinione degli Esperti: Il Contributo del Dr. Nils Bergman
    6.1 Citazioni Chiave di Bergman
    6.2 Rilevanza delle sue Affermazioni per i Neonati Molto Prematuri
  7. L’Importanza del Microbioma e il Ruolo di Toni Harman
    7.1 Chi è Toni Harman e di Cosa si Occupa
    7.2 Articolo su Medium (Febbraio 2025) e Post su LinkedIn
    7.3 L’Iniziativa Microbirth e Altre Risorse
  8. Ripensare l’Assistenza nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (TIN)
    8.1 Sfide Logistiche e Strutturali
    8.2 Proposte Operative per Incrementare il Tempo di Contatto Pelle a Pelle
    8.3 Formazione del Personale Sanitario e Sensibilizzazione delle Famiglie
  9. Prospettive di Ricerca e Prossimi Passi
    9.1 Studi in Corso e Possibili Filoni di Approfondimento
    9.2 Integrazione con Altre Pratiche Assistenziali
  10. Glossario dei Termini Chiave
  11. FAQ – Domande Frequenti
  12. Conclusioni Finali
  13. Riferimenti Principali


1. INTRODUZIONE GENERALE

Nel panorama delle cure neonatali, soprattutto per i bambini nati molto prima del termine, prima delle 32 settimane di gestazione, continua a crescere l’attenzione verso pratiche non farmacologiche che possano migliorare la sopravvivenza e la qualità della vita futura.

Una di queste pratiche, il contatto pelle a pelle, è da tempo indicata come un intervento fondamentale per promuovere lo sviluppo sano e completo del bambino.

Sebbene questa pratica sia da anni oggetto di ricerca e di attenzione clinica, un nuovo studio del 2024, a cura di Lazarus MF et al., pubblicato su J Pediatr., suggerisce un ulteriore passo avanti nella comprensione dei benefici e dell’impatto che il contatto pelle a pelle può avere sullo sviluppo neurologico nei neonati molto prematuri.

Nelle ultime settimane, l’argomento è stato ulteriormente portato sotto i riflettori grazie a fonti autorevoli, come l’articolo di Toni Harman su Medium (Febbraio 2025) e su LinkedIn, che sottolineano l’importanza di 20 minuti in più al giorno di questa pratica per neonati estremamente vulnerabili.

Queste brevi sessioni supplementari sembrano correlarsi in maniera significativa con migliori esiti neurologici a 12 mesi.

Ciò che rende questo tema particolarmente rilevante è la necessità di ripensare i protocolli di assistenza nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) e di valutare come strutturare nuovi standard assistenziali che includano l’aumento di contatto pelle a pelle come parte integrante del percorso di cura.

L’opinione di esperti come il Dr. Nils Bergman, neuroscienziato di fama mondiale, da tempo impegnato nel promuovere l’importanza del contatto pelle a pelle per i neonati pretermine, conferma il trend in ascesa del riconoscimento di questa pratica.

Nell’articolo che segue, verranno analizzate in profondità le evidenze scientifiche, le testimonianze e i contributi delle varie fonti citate, cercando di fornire un quadro completo di come e perché 20 minuti in più di contatto pelle a pelle possano fare una differenza sostanziale nello sviluppo neurologico dei bambini molto prematuri.

Inoltre, verrà dedicata attenzione ai benefici collaterali come il rafforzamento del legame genitore-figlio, la riduzione dello stress, la regolazione di parametri vitali e lo sviluppo di un microbioma sano, e alle implicazioni organizzative necessarie a implementare questa pratica nelle strutture sanitarie.

L’articolo è concepito come una risorsa completa, utile tanto ai genitori che si trovano ad affrontare la sfida di un neonato prematuro, quanto agli operatori sanitari e ai ricercatori interessati ad approfondire i meccanismi e le potenzialità del contatto pelle a pelle.

In chiusura, si troveranno alcune riflessioni conclusive per spingere ulteriormente il dibattito scientifico e promuovere interventi che possano migliorare la qualità di vita dei piccoli pazienti.


2. PANORAMICA SUL CONTATTO PELLE A PELLE

2.1 Definizione di Contatto Pelle a Pelle

Il contatto pelle a pelle è una pratica che prevede che il neonato, solitamente coperto solo da un pannolino, venga posizionato direttamente sul petto nudo di uno dei genitori (il più delle volte la madre, ma anche il padre o altro membro della famiglia può svolgere questa funzione).

Il corpo del bambino è poi coperto con una coperta leggera, lasciando il volto e la testa scoperti per consentire una corretta respirazione e mantenere il contatto diretto con la pelle del genitore.

2.2 Benefici Fondamentali del Contatto Pelle a Pelle

La letteratura scientifica, da anni, mette in evidenza i benefici multipli di questa pratica:

  • Effetto calmante e rilassante: i neonati che sperimentano il contatto pelle a pelle tendono a piangere di meno e a manifestare segni di stress ridotti.
  • Regolazione della frequenza cardiaca, della respirazione e della temperatura: stare a contatto con il calore corporeo del genitore aiuta il bambino a stabilizzare i parametri vitali.
  • Miglioramento del legame genitore-figlio (bonding): il contatto pelle a pelle facilita la secrezione di ossitocina, definita “ormone dell’amore e della fiducioa”, promuovendo un legame più profondo e istintivo.
  • Rilascio di ossitocina e riduzione dello stress: la madre (o il genitore) produce a sua volta ormoni che favoriscono il rilassamento e la risposta empatica, beneficiando anch’essa dell’esperienza.
  • Effetto benefico sul microbioma cutaneo del bambino: i batteri “buoni” presenti sulla pelle della madre passano al neonato, aiutando a creare un microbioma protettivo.
  • Impatto positivo sullo sviluppo cerebrale: numerosi studi (incluso quello di Lazarus MF et al. di cui tratteremo) confermano che il contatto pelle a pelle promuove lo sviluppo neurologico e cognitivo.
  • Facilitazione dell’allattamento al seno: il contatto diretto con la pelle favorisce il rilascio di ormoni che promuovono la produzione di latte e incoraggiano il neonato a succhiare.


2.3 Storia e Diffusione della Pratica

Da “pratica ancestrale” a intervento medico-formale, il contatto pelle a pelle è da tempo riconosciuto anche in protocolli dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come “canguroterapia” (o “Kangaroo Mother Care”).

Nei Paesi in via di sviluppo, dove le incubatrici possono scarseggiare, si è notato come il contatto pelle a pelle abbia salvato innumerevoli vite di neonati prematuri, riducendo il rischio di ipotermia e altre complicanze.

Nelle società occidentali, la pratica è entrata in maniera più sistematica nei reparti di neonatologia soltanto negli ultimi decenni, specie in concomitanza con una crescente mole di studi scientifici che ne sottolineano l’efficacia.

Tuttavia, molte strutture ospedaliere devono ancora evolversi dal punto di vista organizzativo per consentire che questa pratica venga implementata in modo più assiduo e strutturale, specialmente per i neonati ad alto rischio.


3. APPROFONDIMENTO SUI NEONATI PREMATURI

3.1 Definizione di Prematurità

Un neonato prematuro viene definito tale quando nasce prima della 37ª settimana di gestazione.

All’interno di questo grande gruppo, i neonati “molto prematuri” sono quelli che nascono prima delle 32 settimane di gestazione.

Questi bambini presentano spesso sfide cliniche notevoli: organi ancora in fase di sviluppo, possibili complicazioni respiratorie, difficoltà nell’alimentazione e un rischio elevato di infezioni.

3.2 Challenge Cliniche e Gestionali dei Neonati Prematuri

Le Unità di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) sono strutture in cui vengono seguiti i neonati prematuri che necessitano di supporto ventilatorio, monitoraggio costante e, talvolta, interventi farmacologici e chirurgici.

Tuttavia, la tecnologia da sola non basta a garantire risultati ottimali a lungo termine: il benessere emotivo, il sostegno nutrizionale (preferibilmente con latte materno) e l’interazione diretta con i genitori giocano un ruolo cruciale per lo sviluppo futuro del bambino.

  • Supporto respiratorio: i polmoni dei neonati molto prematuri potrebbero non essere completamente sviluppati.
  • Controllo dell’infezione: un sistema immunitario ancora immaturo rende il neonato suscettibile a infezioni.
  • Sviluppo neurologico: tra le sfide più importanti spicca la costruzione di un percorso di crescita cerebrale adeguato, aspetto su cui il contatto pelle a pelle può incidere favorevolmente.
  • Alimentazione: i neonati prematuri potrebbero non essere ancora in grado di succhiare efficacemente, ma l’esperienza pelle a pelle è considerata un ponte fondamentale per avviare l’allattamento al seno.


3.3 L’importanza del Contatto Pelle a Pelle Specifica per i Neonati Molto Prematuri

Proprio per queste categorie di neonati fragilissimi, il contatto pelle a pelle diventa una sorta di “estensione dell’utero” fuori dall’utero, come evidenziato dai lavori di vari ricercatori e divulgatori, tra cui lo stesso Dr. Nils Bergman.

Nei neonati nati prima della 32ª settimana, il cervello è in una fase estremamente delicata di neurogenesi, sinaptogenesi e mielinizzazione: l’esperienza tattile, la vicinanza materna, la stabilizzazione termica e il sostegno emotivo che derivano dal contatto pelle a pelle non sono soltanto aspetti rassicuranti, ma parte integrante di uno sviluppo ottimale del sistema nervoso centrale.


4. IL NUOVO STUDIO DI LAZARUS MF ET AL. (2024) PUBBLICATO SU J PEDIATR

4.1 Contesto e Obiettivi dello Studio

Nel 2024, un gruppo di ricerca guidato da Lazarus MF ha pubblicato sul Journal of Pediatrics (J Pediatr) uno studio cruciale per comprendere meglio l’impatto del contatto pelle a pelle.

L’obiettivo principale era verificare se l’incremento quotidiano del tempo di contatto pelle a pelle nei neonati molto prematuri potesse tradursi in migliori risultati nello sviluppo neurologico a 12 mesi.

4.2 Metodologia e Campione Coinvolto

Lo studio ha coinvolto 181 neonati nati prima delle 32 settimane di gestazione. La metodologia prevedeva la registrazione accurata del tempo medio di contatto pelle a pelle che i genitori potevano dedicare ai loro figli mentre si trovavano in TIN. Successivamente, i ricercatori hanno misurato lo sviluppo neurologico di questi neonati a 12 mesi di vita (corretti per l’età gestazionale).

Gli strumenti utilizzati per misurare i parametri di sviluppo neurologico includevano test standardizzati di valutazione motoria e cognitiva.

I risultati di questa ricerca, come riportato anche da Toni Harman nel suo articolo su Medium (Febbraio 2025), sono particolarmente interessanti per l’elevato numero di neonati coinvolti e per la coerenza con cui i dati sono stati raccolti.

4.3 Risultati Principali: impatto di 20 Minuti Extra di Pelle a Pelle

Lo studio di Lazarus MF et al. (2024) ha messo in luce alcuni punti rilevanti:

  1. Tempo medio di contatto pelle a pelle: solo 17 minuti al giorno in media. Inoltre, il campione considerato registrava una frequenza di appena 2 sessioni a settimana, della durata di circa 70 minuti ciascuna.
  2. Incremento e correlazione: un aumento di 20 minuti extra al giorno di contatto pelle a pelle si è associato a un incremento di 10 punti nei punteggi dei test sullo sviluppo neurologico a 12 mesi.
  3. Significatività dei risultati: anche tenendo conto di variabili di controllo (peso alla nascita, condizioni cliniche, eventuali complicazioni), il legame tra aumento del contatto pelle a pelle e migliori performance di sviluppo si è confermato statisticamente significativo.

Questi dati dimostrano come un intervento apparentemente “semplice”, se ben implementato e sostenuto, possa avere un impatto rilevante e misurabile sulla traiettoria di sviluppo dei neonati più fragili.

4.4 Considerazioni sui Risultati e Sviluppi Futuri

La comunità medica e scientifica ha accolto la pubblicazione con entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che resta ancora molto da fare.

Se 20 minuti al giorno possono apportare un tale beneficio, ci si chiede come strutturare l’organizzazione delle TIN per consentire, o addirittura incrementare ulteriormente, questa pratica.

Da qui, la necessità di sensibilizzare sia i genitori sia il personale ospedaliero sull’importanza di creare spazi fisici e temporali che favoriscano il contatto pelle a pelle, anche in situazioni di monitoraggio intensivo.


5. I PRINCIPALI BENEFICI RISCONTRATI NELLE FONTI RECENTI

Le fonti principali, tra cui l’articolo di Toni Harman e gli stessi dati riportati da Lazarus MF et al., sono unanimi nell’evidenziare una serie di vantaggi che, ancor più nei bambini molto prematuri, assumono un ruolo decisivo:

5.1 Regolazione di Frequenza Cardiaca, Respirazione e Temperatura

Nei neonati molto prematuri, il sistema di termoregolazione è immaturo. Il contatto pelle a pelle riduce il rischio di ipotermia e stabilizza la frequenza cardiaca e respiratoria, abbassando lo stress metabolico del neonato.

5.2 Ruolo nel Bonding e Nel Rilascio di Ossitocina

L’ossitocina, rilasciata in grandi quantità durante il contatto pelle a pelle, svolge un duplice ruolo: favorisce l’attaccamento emotivo (bonding) e aiuta a mantenere un clima ormonale rilassante sia per la madre sia per il bambino. In neonati così fragili, la percezione di “sicurezza” è considerata fondamentale per la crescita.

5.3 Effetti Positivi sul Microbioma Cutaneo

Il trasferimento di batteri benefici dalla pelle materna a quella del bambino contribuisce alla creazione di un “primo strato” di difesa immunologica. Questo aspetto è cruciale soprattutto se il parto è avvenuto con taglio cesareo, riducendo l’esposizione del neonato ai batteri vaginali e del canale del parto.

5.4 Miglioramento dello Sviluppo Neurologico

Come confermato dallo studio di Lazarus MF et al., l’incremento nel punteggio di sviluppo neurologico a 12 mesi riflette la capacità del contatto pelle a pelle di “sostenere” la maturazione cerebrale. L’interazione tattile e sensoriale, unita a un minore stress fisico, potrebbe favorire la plasticità neurale, rafforzando le connessioni tra neuroni.

5.5 Facilitazione dell’Allattamento al Seno

Il contatto pelle a pelle è un “invito” naturale all’allattamento. Diversi studi hanno rilevato che i bambini che sperimentano sessioni di pelle a pelle più frequenti sono più propensi ad attaccarsi al seno e a proseguire l’allattamento in modo esclusivo, o quasi, per i primi mesi di vita.


6. OPINIONE DEGLI ESPERTI: IL CONTRIBUTO DEL DR. NILS BERGMAN

6.1 Citazioni Chiave di Bergman

Il Dr. Nils Bergman, neuroscienziato di primo piano nel campo dello sviluppo neonatale, afferma con enfasi:

“Il contatto pelle a pelle è l’unico POSTO per un neonato, anche se molto piccolo e malato.”

“Anche i neonati molto prematuri possono allattare in sicurezza.”

“La separazione precoce ha conseguenze a breve termine e per tutta la vita.”

Queste affermazioni sottolineano quanto sia centrale la fisiologia del contatto umano per la crescita e lo sviluppo di un neonato, specialmente se prematuro.

6.2 Rilevanza delle sue Affermazioni per i Neonati Molto Prematuri

Per neonati che arrivano a nascere con notevoli difficoltà, avere un sostegno non soltanto medico-tecnologico, ma anche umano e relazionale, può rappresentare la differenza tra un decorso complicato e un decorso più lineare. Se, come suggerisce Bergman, “la separazione precoce” comporta rischi e problemi a lungo termine, diventa indispensabile riconsiderare l’organizzazione dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale affinché il contatto pelle a pelle non sia un privilegio di poche ore settimanali, ma una prassi consolidata.


7. L’IMPORTANZA DEL MICROBIOMA E IL RUOLO DI TONI HARMAN

7.1 Chi è Toni Harman e di cosa si occupa

Toni Harman è un’autrice e divulgatrice scientifica, nota per il suo impegno nel diffondere informazioni su gravidanza, parto, allattamento e microbioma.

Nel suo percorso divulgativo, Harman ha realizzato documentari, scritto articoli su piattaforme online (come Medium) e creato corsi digitali di formazione.

7.2 Articolo su Medium (Febbraio 2025) 

Nel Febbraio 2025, Toni Harman ha pubblicato su Medium un articolo dal titolo: “Nuovo studio: 20 minuti al giorno in più di pelle a pelle per i bambini molto prematuri (nati prima delle 32 settimane) associati a un aumento di 10 punti degli esiti dello sviluppo neurologico a 12 mesi.”

Inoltre, un suo post su LinkedIn ha ulteriormente enfatizzato l’importanza di questa scoperta, gettando luce su come il contatto pelle a pelle non sia un intervento “di contorno”, bensì una componente fondamentale nella strategia di cura complessiva per i neonati prematuri.

7.3 L’Iniziativa Microbirth e Altre Risorse

Harman è anche tra i fondatori di Microbirth, un progetto che mira a spiegare l’importanza del microbioma e dell’allattamento al seno. L’enfasi posta sul microbioma si coniuga perfettamente con la logica del contatto pelle a pelle: attraverso l’interazione fisica, la madre trasmette al neonato batteri benefici, che possono influenzare positivamente la salute immunitaria e metabolica del bambino.


8. RIPENSARE L’ASSISTENZA NELLE UNITÀ DI TERAPIA INTENSIVA NEONATALE (TIN)

8.1 Sfide Logistiche e Strutturali

Implementare o aumentare il tempo di contatto pelle a pelle nei reparti di TIN non è sempre semplice. Vi sono vincoli legati a:

  • Monitoraggio costante: I neonati prematuri possono richiedere supporto ventilatorio o monitoraggio di parametri vitali difficilmente gestibili fuori dall’incubatrice.
  • Spazi limitati: le stanze di terapia intensiva sono spesso organizzate in maniera tale da facilitare l’accesso rapido del personale sanitario ai neonati.
  • Disponibilità dei genitori: non tutti i genitori possono stare in ospedale 24 ore su 24, soprattutto se ci sono altri figli o impegni lavorativi.

8.2 Proposte Operative per Incrementare il Tempo di Contatto Pelle a Pelle

Alla luce dei risultati emersi dallo studio di Lazarus MF et al., è lecito chiedersi come si possa passare dai 17 minuti al giorno a un valore più vicino ai 37 minuti giornalieri, integrando quei 20 minuti extra che fanno la differenza.

Alcune strategie possibili includono:

  1. Formazione specifica del personale infermieristico: affinché sappiano come maneggiare in sicurezza neonati in condizioni critiche e posizionarli sul petto dei genitori.
  2. Protocolli di “canguroterapia”: linee guida ospedaliere che stabiliscano orari e modalità per il contatto pelle a pelle, compatibilmente con i parametri clinici del bambino.
  3. Spazi dedicati: ambienti confortevoli, vicino alle incubatrici, che consentano un adeguato grado di intimità e protezione per il neonato e i genitori.
  4. Flessibilità oraria: permettere ai genitori di alternarsi (se possibile) per massimizzare il tempo totale di contatto.

8.3 Formazione del Personale Sanitario e Sensibilizzazione delle Famiglie

Come in ogni processo di cambiamento, la formazione e la comunicazione sono aspetti fondamentali.

Bisogna lavorare sull’idea che il contatto pelle a pelle non sia un’opzione “in più”, ma una componente cruciale delle cure per i neonati pretermine. I genitori vanno incoraggiati e sostenuti, fornendo loro le nozioni di base per capire perché pochi minuti al giorno possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, medici e infermieri devono essere adeguatamente formati su come facilitare questa pratica in sicurezza, anche quando il bambino è intubato o sottoposto a terapie particolari.


9. PROSPETTIVE DI RICERCA E PROSSIMI PASSI

9.1 Studi in Corso e Possibili Filoni di Approfondimento

L’argomento non si esaurisce certo qui. Si possono ipotizzare ulteriori ricerche:

  • Misurazioni più specifiche: con strumenti di neuroimaging (MRI funzionale) per valutare come il contatto pelle a pelle influisca sulle aree cerebrali in via di sviluppo.
  • Estensione temporale del follow-up: esaminare non solo i risultati a 12 mesi, ma anche a 2, 5 e 10 anni, per capire gli effetti a lungo termine.
  • Variabili culturali e sociali: indagare come sistemi sanitari differenti affrontano il tema del contatto pelle a pelle e se esistono barriere culturali che ne limitano la diffusione.
  • Coinvolgimento dei padri: approfondire il ruolo paterno e le possibili differenze (fisiche, ormonali) rispetto al contatto pelle a pelle con la madre.

9.2 Integrazione con Altre Pratiche Assistenziali

Il contatto pelle a pelle non deve essere visto isolatamente. Esso si collega alla promozione dell’allattamento materno, all’utilizzo di latte donato (in assenza del latte materno), ai metodi di riduzione dello stress in TIN (musicoterapia, luci soffuse, manipolazioni delicate), e a un approccio globale che vede il neonato e la famiglia come un’unità inscindibile.

Le prossime ricerche potrebbero quindi focalizzarsi su un approccio multidisciplinare, integrando vari interventi che abbiano come finalità il miglior sviluppo neurocognitivo e psicoemotivo dei prematuri.

     

    10. GLOSSARIO DEI TERMINI CHIAVE

    1. Contatto Pelle a Pelle (Skin-to-Skin Contact): pratica che consiste nel posizionare il neonato nudo (con solo il pannolino) direttamente sul petto nudo del genitore, promuovendo interazione termica, tattile e olfattiva.
    2. Neonato Pretermine: un bambino nato prima delle 37 settimane di gestazione; i neonati “molto pretermine” nascono prima delle 32 settimane.
    3. Neurodevelopmental Outcomes (Risultati dello Sviluppo Neurologico): parametri che valutano il progresso del sistema nervoso, considerando abilità cognitive, motorie e comportamentali.
    4. Ossitocina: ormone rilasciato dall’ipofisi, noto per favorire il legame affettivo, la riduzione dello stress e la contrazione uterina.
    5. Microbioma: l’insieme dei microrganismi che popolano un ambiente specifico (es. pelle, intestino). Nel caso del neonato, riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema immunitario.
    6. Gestazione: il periodo che intercorre tra il concepimento e la nascita, solitamente di 40 settimane.
    7. Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN): reparto ospedaliero specializzato nella cura di neonati in condizioni critiche o nati prematuri, dotato di strumentazioni specifiche e personale specializzato.
    8. Allattamento al Seno: alimentazione del neonato con latte materno direttamente dal seno, pratica che favorisce il legame madre-figlio e fornisce nutrienti essenziali e anticorpi.
    9. Separazione Precoce: distanziamento fisico tra madre e neonato immediatamente dopo la nascita, che può interferire con l’avvio dell’allattamento e il bonding. 

     

    11. FAQ – DOMANDE FREQUENTI

    1. Cosa si intende per contatto pelle a pelle e quali sono i suoi benefici?
    Il contatto pelle a pelle (noto anche come “marsupio-terapia”) consiste nel posizionare il neonato sul petto nudo della madre o del padre, coprendolo con una coperta leggera. I benefici includono: calma e rilassamento del bambino, regolazione della frequenza cardiaca, respirazione e temperatura corporea, miglioramento del legame genitore-figlio, rilascio di ossitocina e riduzione dello stress, impatto positivo sul microbioma del neonato e facilitazione dell’allattamento al seno.

    2. Qual è la novità emersa da questo recente studio sul contatto pelle a pelle nei neonati pretermine?
    Lo studio di Lazarus MF et al. (2024) mostra che 20 minuti extra al giorno di contatto pelle a pelle per i neonati molto prematuri (nati prima della 32ª settimana) sono associati a un aumento di 10 punti nei parametri di sviluppo neurologico a 12 mesi. Questa correlazione è particolarmente rilevante data la fragilità di questi neonati.

    3. Quanto contatto pelle a pelle ricevevano in media i neonati nello studio?
    Il tempo medio di contatto pelle a pelle era di soli 17 minuti al giorno, di norma distribuiti in 2 sessioni settimanali di circa 70 minuti ciascuna.

    4. Chi è il Dott. Nils Bergman e perché è importante nel dibattito sul contatto pelle a pelle?
    Il Dott. Nils Bergman è un neuroscienziato di fama internazionale, noto per i suoi studi sull’importanza del contatto pelle a pelle per lo sviluppo neurologico dei neonati, in particolare di quelli prematuri. Sostiene che il contatto pelle a pelle dovrebbe essere considerato il luogo ideale per ogni neonato.

    5. Quali sono le implicazioni di questo studio per le cure neonatali nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN)?
    I risultati suggeriscono che le UTIN dovrebbero ripensare i loro protocolli per incrementare i minuti di contatto pelle a pelle, garantendo a tutti i neonati prematuri l’accesso a questa pratica quotidianamente. Ciò potrebbe richiedere modifiche organizzative, formazione del personale e un maggiore coinvolgimento dei genitori.

    6. Dove posso trovare ulteriori informazioni scientifiche sul contatto pelle a pelle e lo sviluppo infantile?
    Oltre allo studio di Lazarus MF et al. (2024) pubblicato su J Pediatr, è possibile consultare le ricerche e i webinar del Dr. Nils Bergman, nonché le risorse offerte da progetti come Microbirth. Toni Harman, inoltre, propone corsi specifici sul microbioma e l’allattamento al seno.

    7. Come influisce il contatto pelle a pelle sul microbioma del bambino?
    Il contatto pelle a pelle aiuta a trasferire al bambino i microrganismi benefici presenti sulla pelle materna, facilitando la formazione di un microbioma “amico”, importante per la maturazione del sistema immunitario e per la prevenzione di alcune infezioni.

    8. Che ruolo ha l’allattamento in questo contesto?
    Il contatto pelle a pelle favorisce la produzione di latte materno, migliorando l’avvio e il mantenimento dell’allattamento al seno. Inoltre, anche i neonati molto prematuri possono, nel tempo, imparare a succhiare efficacemente; la vicinanza al seno, facilitata dal contatto pelle a pelle, è fondamentale per questo apprendimento.

    9. E se la madre non può essere presente a lungo in TIN?
    Alcune strutture ospedaliere offrono la possibilità ai padri o ad altri caregiver di fare contatto pelle a pelle. L’obiettivo principale è comunque incrementare il più possibile i momenti di vicinanza. In tal senso, politiche di flessibilità e spazi dedicati in TIN possono facilitare questo processo.

    10. Se il neonato è in incubatrice e ha bisogno di supporto ventilatorio, è possibile il contatto pelle a pelle?
    Dipende dalle condizioni cliniche del bambino. In molti casi, con l’ausilio del personale specializzato, anche neonati con supporti respiratori possono essere posizionati sul petto del genitore, seppure con prudenza e controllando parametri vitali. Ogni caso va valutato individualmente dal team medico.


    12. CONCLUSIONI FINALI

    L’insieme di ricerche, testimonianze e dati clinici qui presentati pone l’attenzione su un concetto tanto semplice quanto rivoluzionario: bastano 20 minuti in più al giorno di contatto pelle a pelle per incidere in modo significativo sullo sviluppo neurologico dei neonati molto prematuri.

    Lo studio di Lazarus MF et al. (2024) ne dimostra l’efficacia, correlando un gesto di amore e vicinanza con miglioramenti tangibili e misurabili a 12 mesi di età.

    Le parole del Dr. Nils Bergman – che definisce il contatto pelle a pelle “l’unico posto per un neonato, anche se molto piccolo e malato” – e l’eco mediatica che autori come Toni Harman hanno portato sull’argomento, sollevano questioni fondamentali su come ripensare le terapie intensive neonatali.

    Dobbiamo garantire a tutti i neonati pretermine la possibilità di usufruire di questo strumento semplice ma straordinariamente efficace? L’implicazione è chiara: se la separazione precoce influisce negativamente sul bambino, allora occorre agire strutturalmente sui modelli organizzativi delle UTIN, superando le barriere logistiche e culturali che impediscono un contatto frequente e prolungato.

    Non si tratta di un semplice “consiglio” per i genitori; è un intervento evidence-based, sostenuto dalla comunità scientifica e inserito sempre più spesso nelle linee guida.

    L’allattamento al seno, il ruolo del microbioma, la riduzione dello stress materno e neonatale: questi temi si intrecciano perfettamente con la necessità di favorire la prossimità fisica fra genitore e bambino.

    Per i neonati molto prematuri, ogni piccolo passo in avanti nel promuovere lo sviluppo neurologico e fisiologico può fare una differenza enorme nel lungo termine.

    In conclusione, la strada da seguire sembra tracciata: educare, sensibilizzare e creare strutture adeguate.

    Medici, infermieri, genitori, politici e amministratori ospedalieri devono collaborare per rendere sistematico un intervento che, come afferma la ricerca, offre ricadute positive non solo a breve, ma anche a lungo termine. Se un neonato molto prematuro può migliorare le proprie competenze neurologiche solo con 20 minuti in più di pelle a pelle al giorno, è un dovere morale e professionale fare in modo che ciò diventi la norma e non l’eccezione.


    13. RIFERIMENTI PRINCIPALI

    • Lazarus MF et al. (2024). Inpatient Skin-to-Skin Care Predicts 12-Month Neurodevelopmental Outcomes in Very Preterm Infants. J Pediatr; 274: 114190.
    • Harman T. (Febbraio 2025). Articolo su Medium.
    • Harman T. (Febbraio 2025). Post su LinkedIn.
    • Bergman N. (2023 e 2024). Conferenze e Seminari su Microbirth, corsi e materiali divulgativi sul contatto pelle a pelle e l’allattamento.
    • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): Linee guida sul Kangaroo Mother Care.


    Nota: Questo articolo è concepito come risorsa divulgativa di ampio respiro, al fine di promuovere e approfondire la conoscenza del contatto pelle a pelle e delle sue implicazioni nello sviluppo neurologico dei neonati molto prematuri. Le informazioni fornite si basano sulle ricerche e sulle fonti citate, e non sostituiscono il parere medico o l’intervento di professionisti sanitari specializzati.

    A cura di
    Dott.ssa Bonaldo Moira
    Biologa e Cosmetologa
    Founder di Hevoluta

     

     

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